Category: Church

Storia di Santi, Rosalia, una rosa senza spine

Storia di Santi, Rosalia, una rosa senza spine

E’ considerata la santa protettrice della città di Palermo, da quando nel lontano 1625 la salvo da un’epidemia di peste..

La “ Storia di Santi “ che oggi vi proponiamo narra le vicende umane di una delle sante più amate e più venerate di Palermo: Santa Rosalia. Brevemente in questo articolo descriveremo la vita, gli esempi e la santità che hanno portato Rosalia ad essere una figura di santità molto venerata.

“Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”. (Mt 16,24-25)

Dipinto di Anthony van Dyck rappresentate Santa Rosalia

Questa frase evangelica, tratta dal sedicesimo capitolo del vangelo di Matteo, descrive molto bene la vita di questa giovane santa siciliana. La storia di Rosalia inizia prima della sua nascita, quando al sovrano Ruggero II d’Altavilla ebbe una visione nella quale si annunciava la nascita, nella sua casata di una rosa senza spine. E quella Rosa fu proprio Rosalia. La santa nacque nel 1130 a Palermo da Sinibaldo De Sinibaldi discendente di Carlo Magno e dei Conti della Marsica (quindi anche di origine abruzzese) e da Maria Guiscardi d’origine normanna. La giovane per bellezza ed intelligenza divenne, nel 1149 damigella della regina Sibilla seconda moglie di re Ruggero II.

Un giorno successe un fatto che stava per stravolgere la vita della giovane Rosalia: in una battuta di caccia, il re venne aggredito da una belva feroce. Venne salvato da un tale di nome Baldovino; come si usava in quel tempo, il re ricompensò il suo salvatore dandogli in sposa proprio la giovane Rosalia. Sua nipote accettò con obbedienza le decisioni dello zio, ma dentro il suo cuore sentiva più forte la chiamata di un altro sposo, Cristo. Si narra che il giorno prima delle nozze, la ragazza si tagliò le sue belle trecce – aveva dei bellissimi capelli biondi- dandole allo zio e rifiutando il matrimonio.

All’età di 15 anni la giovane Rosalia entrò nel monastero del SS. Salvatore di Palermo; ma quella non fu proprio la vita che sognava. Come i padri del deserto prima di lei, scelse la via di servire Cristo nella solitudine; la sua scelta cadde su una grotta presso Santo Stefano Quisquina. Visse li per circa 12 anni ed abbiamo una sua presenza epigrafica dove possiamo leggere: “Io Rosalia di Sinibaldo, figlia del Signore della Quisquina e del Monte delle Rose, per amore del mio Signore Gesù Cristo, ho deciso di abitare in questa grotta”. Sotto pressione della regina Margherita di Navarra, la santa si trasferì a Palermo presso la grotta sul monte Pellegrino dove si spese il 4 settembre del 1170.

La Santuzza continua a vegliare la sua amata Palermo, proteggendola da ogni pericolo come fece quel 9 giugno del 1625 quando le sue reliquie salvarono la città dalla peste.

Storie di Santi: Pietro, principe degli Apostoli e Paolo, l’apostolo delle genti

Storie di Santi: Pietro, principe degli Apostoli e Paolo, l’apostolo delle genti

Sono le due colonne che sorreggono il cristianesimo, caratterialmente agli apposti ma uniti tra loro nell’amore in Cristo.

Nel primo articolo delle “Storie di Santi” parleremo di due colonne che sostengono il cristianesimo da 2.000 anni, di due uomini divisi dal loro carattere ma uniti in Cristo: stiamo parlando di Pietro e Paolo. Nella giornata di ieri venerdì 29 giugno abbiamo festeggiato la loro nascita in cielo e proprio in ricordo del loro martirio, in questo articolo parleremo sia del periodo in cui si trovavano nella città di Roma e sia del loro martirio.

“Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del Mondo” (Matteo 28,20)

L’apostolo Pietro rappresenta in pieno l’umanità di colui che crede: dall’iniziale paura fino alla “scossa” e dal coraggio che da il messaggio di Cristo. Ma cosa sappiamo della presenza di Pietro a Roma? Secondo la testimonianza del vescovo Papia di Garapoli (nell’odierna Turchia), riportato dallo storico cristiano Eusebio da Cesarea, parla della presenza a Roma di Pietro durante gli ultimi anni di regno dell’imperatore Claudio. Di questa permanenza ne parlano altri storici e scrittori cristiani, ne parla sia Clemente Alessandrino e sia Ireneo di Lione. Nonostante ciò, le fonti ufficiali – e per fonti ufficiali parliamo delle scritture del Nuovo Testamento- come gli Atti degli Apostoli non tratta la presenza di Pietro a Roma e Lattanzio (altro scrittore e storico cristiano) parla della presenza del principe degli apostoli a Roma nei primi anni del regno dell’imperatore Nerone. Nel capitolo V degli “Atti di Pietro” (un testo cristiano del II secolo d.C probabilmente redatto da Lucio Carinio discepolo dell’apostolo Giovanni) si legge: “anche Teone seguì Pietro a Roma, condotto da Ariston nella casa del presbitero Narcisso”. Qui abbiamo una sorta di autenticità della presenza pietrina nella Roma della dinastia giulio-claudia. Pietro venne incarcerato per ben due volte a causa della sua predicazione, la prima volta riuscì a fuggire, mentre la seconda volta non fu fortunato. Lungo la via Appia, mentre fuggiva dopo esser scappato la prima volta dal carcere, si trovò dinanzi al mistero di Cristo. “ Domine, quo vadis?” domanda l’apostolo ed il Signore rispose: “Eo Romam iterun crucifigi”- Pietro: Signore, dove vai? E Gesù: Vado a Roma per essere crocifisso nuovamente- quella risposta fece ricordare a Pietro ciò che Cristo gli disse sul lago di Tiberiade: “Quando eri giovane ti cingevi le vesti e andavi dove volevi, quando sarai vecchio tenderai le mani e un altro ti porterà dove tu non vorrai (Giovanni, 21,18). Pietro venne martirizzato tra il 64 e il 67 d. C e gli “Atti di Pietro” ci descrivono la sua morte che è avvenuto tram

Petrus Eni (Pietro è Qui) incisione che reca il nome di San Pietro (Vaticano)

ite crocifissione a testa in giù. “ Io ve lo chiedo, o esecutori! Crocifiggetemi così: con la testa in basso e non diversamente! Il motivo lo dirò a quelli che mi ascoltano. “Uomini che avete il compito di ascoltare, udite ciò ch’io vi annunzio, soprattutto in questo momento in cui sono crocifisso! Comprendete il mistero di tutta la natura e quale è stato il principio di ogni cosa! Dunque, il primo uomo, della cui stirpe io, precipitato con la testa in basso, porto l’immagine, manifestò una natura diversa da quella che aveva una volta: non avendo movimento, è morta. Egli aveva gettato a terra il suo stato primitivo e, così rovesciato, organizzò tutto l’ordine di questo mondo: sospeso secondo l’immagine della sua vocazione, fece vedere destra la sinistra e la sinistra destra; cambiò tutti i segni della sua natura tanto da considerare bello ciò che non lo è, e buono ciò che è cattivo” (Atti di Pietro 38-39). La tomba di Pietro divenne meta di pellegrinaggi e da li sorgeranno sia la basilica costantiniana e sia l’attuale basilica di San Pietro.

Ricostruzione del volto di San Paolo Apostolo

Paolo di Tarso, l’apostolo delle genti dimostra che il bene vince sempre sul male: da grande persecutore del cristianesimo nascente si tramutò nel grande annunciatore del messaggio di Cristo. E questo mutamento si percepì sia nel modo di vivere dell’apostolo e sia nel suo nome (da Saulo a Paolo) “Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in Me (Galati 2;20). Turco d’origine ma romano di cittadinanza divenne il più grande ambasciatore del messaggio evangelico: l’appellativo apostolo delle genti non è stato coniato a caso. Conosciamo San Paolo per le sue stupende lettere e per il suo continuo viaggiare ma in pochi conoscono gli ultimi istanti della sua vita. Secondo una tradizione cristiana, Paolo morì decapitato – diciamo che era un premio riservato a coloro che erano in possesso della cittadinanza romana- lo stesso anno e lo stesso giorno dell’apostolo Pietro presso Aquae Salviae. Negli “Atti di Pietro” leggiamo che successivamente alla decapitazione dell’apostolo i tre soldati autori dell’omicidio, Perpetua donna romana guarita dal mantello di Paolo si convertirono e morirono poco dopo.

“ Il cammino dei santi apostoli e martiri di Cristo Pietro e Paolo ebbe fine il 29 giugno, quello dei tre soldati il 2 luglio, e quello di Perpetua e Potenziana il giorno 8 dello stesso mese di luglio. Per la grazia e l’amore verso gli uomini del Signore nostro Gesù Cristo al quale con il Padre e lo Spirito santo, sia gloria, potenza e onore adesso e in eterno, nei secoli dei secoli. Amen. “

Antonio, guerriero di Dio

Antonio, guerriero di Dio

I miracoli di uno dei santi più amati e venerati dalla storia della chiesa cattolica

Abbiamo da poco celebrato la festività di Sant’Antonio di Padova un santo tanto caro alla cattolicità popolare tanto da esser definito affettuosamente “ Il Santo Dei Miracoli “. La fama del frate portoghese oltre alla sua predicazione è stata anche favorita dai suoi innumerevoli miracoli che hanno affascinato l’Italia e l’Europa degli anni ’20 e ’30 del 1200. In questo articolo oggi descriveremo due dei suoi miracoli; la mula e la predica ai pesci, due esempi che ci porteranno alla scoperta di una personalità tanto grande.

“Il meraviglioso vassallo dello Spirito Santo – si legge nel XXXIX capitolo dei Fioretti di San Francesco – messer Santo Antonio da Padova uno degli eletti discepoli e compagni di Santo Francesco”.

Il primo miracolo di cui parleremo è quello relativo al Miracolo eucaristico della Mula di Rimini. Siamo nel 1223 nella città dell’Emilia Romagna, frate Antonio si trovava lì per tenere una serie di prediche sull’eucarestia proprio in quella città assediata dagli eretici. Proprio uno di loro, tale Bonovillo molto probabilmente un cataro sfidò il frate portoghese ed il mezzo di questa sfida fu la sua mula. L’animale, messo al centro dell’attenzione e mal nutrita dopo tre giorni di digiuno, si trovò dinanzi a due scelte: Antonio con il Santissimo Sacramento ed il padrone con il fieno. La mula si inginocchiò dinanzi all’Eucarestia.

Il secondo miracolo di cui concluderemo questo articolo raffigura Antonio che percorre le strade della predicazione di San Francesco d’Assisi. Siamo ancora a Rimini, una città dove “era una gran moltitudine di eretici ” come ci narrano i Fioretti di San Francesco. Fra Antonio si ritrovò incredibilmente solo, nessuno lo volle ascoltare per paura di esser convertito, allora decise lungo la costa cominciando a predicare ai pesci. “ Udite la parola di Dio voi, pesci del mare e del fiume, dappoi che gli infedeli eretici la schifano” (fioretti di San Francesco cap. XL). E subito “ vennero alla riva a lui una moltitudine di pesci”.

Gli episodi descritti sembrano essere fantasiosi ed irreali, ma se grattiamo via la patina del fantastico troveremo il vero spirito di Antonio di Padova: quello del predicatore e del teologo. Nell’episodio della mula osserviamo il frate portoghese nella veste di colui che combatte le eresie tramite la spiegazione teologica e pratica dell’eucarestia. Nella predica ai pesci, Antonio si ricollega alla predicazione del suo maestro Francesco d’Assisi utilizzando lo stesso schema. Ma c’è un particolare che ci può saltare agli occhi dell’attenzione; Francesco predica agli uccelli, che cantano il suo messaggio dopo averlo ascoltato, per Antonio la cosa è molto diversa. Il messaggio rivolto ai pesci permette solo un’azione, ed è quella dell’ascolto attento della parola, l’ascolto che si mette in pratica.

Cile, viaggio spirituale nel sud del Paese

Cile, viaggio spirituale nel sud del Paese

Il Cile, con 4329 km di lunghezza e solo 177 km di larghezza media, è il paese più lungo e più stretto del continente Sudamericano.

Prima tappa  la visita della Capitale Santiago e dei dintorni a nord della città, Valparaiso e Vina del Mar. Successivamente ci si trasferisce nel Nord del paese per visitare il Deserto di Atacama, con la Valle della Luna, il salar e i geyseres del Tatio. Da Calama, si parte in aereo per Puerto Montt e Puerto Varas per ammirare la zona dei laghi e dei vulcani. Successivamente si prosegue per il profondo sud, Punta Arenas la Patagonia cilena, con la visita delle Torri del Paine e dei sorprendenti ghiacciai.

Un itinerario spirituale e  naturalistico allo stesso tempo che si sviluppa nel sud del Paese, tra la regione dei Laghi e la Patagonia cilena. Punto di partenza è Santiago, la capitale del Paese. Da qui in aero si raggiunge Valdivia per trascorrere qualche giorno nella Riserva Naturale di Huilo Huilo prima di proseguire per Puerto Varas, nella regione dei laghi e dei vulcani. Dopo un’escursione approfondita all’Isola di Chiloè proseguiremo verso l’estremo sud del paese, a Punta Arenas, per completare il nostro itinerario naturalistico con la visita degli imponenti ghiacciai e delle Torri del Paine.

Viaggio con coordinatore locale, trasporti interni pubblici, alloggio in alberghi turistici di media categoria (è possibile migliorare la categoria alberghiera previo accordo e con un supplemento di costo da quantificarsi sulla base della soluzione richiesta). E’ consigliabile partire  da ottobre a marzo.  Tra settembre e aprile è in vigore l’ora legale locale. Durante tale periodo la differenza oraria con l’Italia è di -4h; 6h quando in Italia vige l’ora legale, -5h nel resto dell’anno. Non vi sono vaccinazioni obbligatorie. Consigliata: epatite A.

Fare attenzione nel caso di provenienza da paesi diversi dall’Italia, verificare di essere in possesso delle vaccinazioni necessarie.

Il clima, data la sua geografía ed ubicazione, è variabile. Il Cile possiede i climi e le temperature più svariate e 4 stagioni molto marcate.
Durante il soggiorno previsto in dicembre-gennaio, nell’emisfero australe è piena estate. La lingua ufficiale è lo spagnolo e alcune lingue indigene, tra cui aymara, mapuche e rapa nui, mentre la moneta ufficiale è il Peso cileno