Le storie del lunedì: “Prendo il giornale e arrivo”

Le storie del lunedì: “Prendo il giornale e arrivo”

Sono considerati i nostri quotidiani informatori di notizie dall’Italia e dal Mondo: ma sappiamo realmente quando sono stati inventati i giornali?

Nelle “ Storie del Lunedì “ di oggi parleremo di qualcosa che è entrato di prepotenza all’interno della quotidianità dell’essere umano, specialmente la mattina quando ci sediamo in un bar nel prenderci un caffè: il giornale. Dobbiamo considerare che l’evoluzione dell’informazione sta facendo notevoli passi da gigante, portando la carta stampata in un ruolo di nicchia, sostituta dall’avanzata dei nuovi mezzi di comunicazione. Ma la carta stampata possiede sempre il suo fascino specialmente quando si gira pagina, abbiamo una sorta di possesso della notizia; ma bando alle ciance, ora vi racconteremo le origini del giornale e della loro diffusione.

E guardando i giornali con un minimo di ironia, li dovremmo sfogliare come romanzi di fantasia che poi il giorno dopo e anche il giorno stesso vanno molto bene per accendere il fuoco o per andare al cesso. (Giorgio Gaber)

Il primo giornale stampato opera di Johann Carolus nel 1609

L’ironia di Gaber in queste frasi tratte della sua canzone “C’era una volta” se pur ci fanno sorridere mostra qualche fondo di verità, specialmente nella seconda frase quando si accenna al romanzo di fantasia. Il perché di questo accenno è molto semplice, il primo quotidiano, stampato all’inizio del XVIII secolo ( ovvero nel 1600 ) a Strasburgo (Francia) venne creato dal tipografo Johann Carolus. Il giornale creato da Carolus, diverso dai suoi coevi perché usciva due volte a settimana, veniva pubblicato in una tipografia dove venivano stampati i libri dell’epoca. Dal titolo Resoconto di tutte le notizie importanti e memorabili narrava le vicende che gli accadevano intorno.

Gli antenati dell’odierno giornale cartaceo venivano stampati, come ricordavamo prima, nelle tipografie e avevano delle dimensioni di 15×23 centimetri. Le colonne che oggi caratterizzano un quotidiano erano assenti: l’antico giornalista scriveva in una intera pagina (come avviene oggi per i giornali online) oppure, se il tipografo era bravo, venivano create due colonne. Una cosa che oggi ci farebbe tanta difficoltà è quella relativa all’assenza del nome del giornale: nei primi prototipi non esisteva il nome posto in alto. Il giornale non era un prodotto aperto a tutti, visto che poteva costare qualche soldino; la lunghezza era di quattro pagine tutte stampate in un verso solo – l’opzione fronte/retro venne adottata negli ultimi anni dell’800-. Anche la qualità della carta era scadente: veniva utilizzata un materiale grossolano di colore grigio e spesso di pessima qualità.

Alle de Nieuwe Tijdinghen 1619

Cosa potevamo leggere all’interno dei quotidiani dell’epoca? Principalmente le notizie riportate ruotavano intorno alle faccende dei reali dell’epoca oppure le guerre come nel quotidiano olandese Alle de Nieuwe Tijdinghen (“ Tutte le notizie “) che riportava la situazione bellica dei governatori spagnoli per la conquista dei Paesi Bassi settentrionali. Raramente si leggevano situazioni che oggi definiremo normale cronaca.

Il primo giornale che venne stampato con impaginatura moderna fu il quotidiano inglese Oxford gazette del 1665, mentre il primo annuncio pubblicitario venne inserito dal quotidiano francese la Gazette negli anni ’30 del 1600. Per quanto riguarda l’Italia, il nostro primo giornale stampato fu il la Gazzetta di Mantova (tutt’ora esistente) fondata nel 1664.

Buona lettura ma sopratutto un buon lunedì mattina estivo a tutti voi.

“Tutti i grandi cambiamenti sono semplici.”

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