Storia di Santi: Filippo Neri, il giullare di Dio

Storia di Santi: Filippo Neri, il giullare di Dio

“ Scrupoli e malinconia, lontani da casa mia”, la figura di Filippo Neri è tutt’ora viva nel vasto panorama della santità italiana e non solo.

Nell’odierno articolo di “ Storia di Santi “ parleremo del santo della gioia e della felicità: San Filippo Neri. Tutti noi conosciamo questa splendida figura dall’opera dell’Oratorio da egli creata oppure dalla pellicole cinematografiche con Johnny Dorelli ( State Buoni… Se potete) o quella recente con Gigi Proietti (Preferisco il Paradio). Filippo Neri portava la gioia del Cristo in una Roma (e in un mondo) pieno di cambiamenti, affrontando i problemi con un sorriso: una lezione che oggi dovremo imparare bene.

“Figliuoli, state allegri, state allegri!! Voglio che non facciate peccati, ma che siete allegri.” (San Filippo Neri)

San Filippo Neri

Per quello che si pensa nella cultura popolare, Filippo Neri non è nato a Roma, ma era un fiorentino verace. Egli era nato in un quartiere popoloso della Firenze del ‘500 dal notaio Giovanni e da Lucrezia da Mosciano che morì quando Filippo era piccolo. Il giovane crebbe con il padre che gli insegno qualche nozione di scrittura e letteratura e con la matrigna che incredibilmente gli voleva un gran bene. Filippo aveva un carattere docile e sempre pronto alla burla e allo scherzo, tanto che gli appiopparono il soprannome “ Pippo Buono “ che si porterà per tutta la vita: ciò ce lo racconta la sorella Elisabetta. Inizialmente il giovane non ebbe ne desiderio di vocazione e ne una fede salda, fu Roma che gli entrò nell’anima e soprattutto i giovani più sfortunati.

Nel 1548 con padre Persiano Rosa collaborò alla fondazione della Confraternita della Trinità che si occupava del soccorso agli indigenti ed il ristoro per i pellegrini. Venne ordinato sacerdote nel 1553 e si dedicò subito all’aiuto dei giovani e dei diseredati ed organizzò il primo nucleo dell’Oratorio. La fama di Pippo Buono si espanse per tutta Roma, la sua carità e la sua gioia furono d’ispirazione per molti giovani che lo seguivano: pensiamo a Cesare Baronio, suo successore e futuro cardinale. Il suo vivere nella caotica Roma del ‘500 non gli faceva perdere il senso del vivere da eremita all’intero di una grande realtà.

Su Filippo conosciamo tanti aneddoti che ci possono far strappare un bel sorriso: ne elencheremo alcuni come quello della celebrazione della Santa Messa, quella del cappello cardinalizio e quella del suo fedele mistico. Filippo era solito celebre messa con i suoi ragazzi dell’oratorio e siccome si sentiva indegno nel celebrare il divino mistero dell’eucarestia era solito mettere una gabbia di uccellini nella sacrestia e quando alzava il corpo di Cristo i suoi uccellini cantavano facendolo distrarre.

Il cappello cardinalizio appartenuto al successore di Filippo, Cesare Baronio

La fama di Filippo era grande, oltre alla tanta invidia che suscitava negli ambianti alti della Roma dell’epoca, aveva tantissimi ammiratori: papi, cardinali, principi e gente comune. Fu proprio lui che convinse papa Clemente VIII nell’assolvere il re francese Enrico IV di Navarra. Proprio per questa grande collaborazione il papa decise di premiarlo, creandolo cardinale: quando il messo papale arrivò nella chiesa di San Girolamo (dove Filippo viveva) e gli portò il cappello cardinalizio, Filippo lo prese e lo buttò in aria dicendo: “ Preferisco il Paradiso “.

Il santo non esitava nel confessare tutto il giorno i fedeli, ed a quanti giungeva la riconciliazione dovuta al sacramento della confessione egli faceva porre la testa sul suo petto e tutti si calmavano. Una pace che veniva solo da Cristo. Tra i molti fedeli c’era sempre qualcuno che si credeva mistico, proprio come Filippo, ad uno di essi gli disse: “ Figliolo caro, per raggiunger le virtù più belle, e tu le sai fare le puzze con le ascelle?”.

Filippo morì il 26 maggio del 1593 assistito dal suo amico il cardinal Federigo Borromeo (di manzoniana memoria). Qualche anno dopo, alcuni medici fecero una ricognizione sul suo corpo notarono che la gabbia toracica era spaccata nel centro e c’era un grande cuore: difatti San Filippo Neri è il patrono per chi è affetto da problemi cardiaci ed è anche uno dei santi patroni della città di Roma (insieme agli apostoli Pietro e Paolo).

“ State boni – ed a bassa voce diceva ai suoi ragazzi – se potete”

“Tutti i grandi cambiamenti sono semplici.”

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